ASSOCIAZIONE ITALIANA RICERCHE SULLA PLASTICITA’ TESSUTALE PASQUALE FRUSCELLA Direttore Centro Ricerche sulla Plasticità Tessutale bellezza-e-eudemonismo


Bellezza e Eudemonismo


METODO e AMBIENTE

La chirurgia della bellezza si svolge secondo un metodo e in ambienti che non hanno niente di bello. 

Scarifica, scolla, raspa, succhia, inietta, taglia, caustica, infilza…sono queste le operazioni del nostro lavoro quotidiano. 

Esse contrassegnano anche ogni azione eversiva finalizzata a cancellare i valori classici (per ripristinarli non appena si siano assimilati), e connotano il gusto sanguinario del chirurgo, a volte appena placato e a volte esasperato dall'obbligo del rispetto dei canoni.

In ambedue i casi, si fa a pezzi il balocco per carpirne la struttura. 



CONSAPEVOLEZZA

Il chirurgo che modella il corpo seguendo l'idea del bello lo fa con mezzi e modi contrari alla bellezza, assoggettato allo stesso paradosso per cui l'attore deve privarsi delle emozioni per poterle provocare nel pubblico, e il fornaio per guadagnarsi il pane deve vendere il suo pane.  

D'altra parte, il maggiore appagamento per ogni creatore, grande o piccolo chesia, deriva proprio da questo sentimento d'abnegazione, più durevole e vibrante di quello prodotto dall'identificazione con l'opera compiuta, che prelude allasua rinuncia. 

La consapevolezza sfida e deprime sempre il sentimento di potenza.
Che cos'altro avrà provato Dio durante la Creazione?  


AUTOREFERENZA

Epimenide mostrò l'inconcludenza del narcisismo con i suoi esempi sull'autoriferimento, che finiscono nell'assurdo. 

Se dico, ad esempio, che io rendo belli quelli che non ci riescono da soli, e mi chiedo poi se possorendere bello me stesso, se rispondo SI vuol dire che non riesco a rendermi bello da solo, se rispondo NO, riconosco ugualmente che non riesco a rendermi bello da solo. 


SERVI, GODI, TACI (Rosmini)


Chi crea bellezza, patendo lo scotto del succitato fenomeno di "privazione da produzione" è però molto abile a mantenere ai massimi livelli ilgradiente esterno del bello, poiché gli è propria una capacità percettiva delbello nell'infinitesimale. Insomma, è un tipo capace di godere delle piccolecose. 



RIFLESSI

E' un grande maestro, lo specchio. I pittori del 500 lo utilizzavano per individuare, attraverso l'immagine riflessa, i difetti nelle loro opere. Noi lo usiamo, prevalentemente, per assecondare la nostra vanità. Allora, l'immagine che vediamo sulla sua superficie non riflette il nostro viso, ma la nostra maschera. 


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