ASSOCIAZIONE ITALIANA RICERCHE SULLA PLASTICITA’ TESSUTALE È possibile rintracciare le cellule staminali senza ricorrere alla biopsia.

Un tatuaggio: e le staminali non si perdono di vista.

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Uno dei problemi nelle terapie con le cellule staminali è la difficoltà di verificare la loro evoluzione e moltiplicazione nel tessuto ricevente, allo scopo di definire l'efficacia del trattamento.

Due ricercatori dell’Università di Toronto hanno sintetizzato un mezzo di contrasto, a base di manganese, oligoelemento presente naturalmente nel corpo umano, nel quale sono messe a bagno le cellule staminali.

 Il colorante (verde) permette di tracciare, in maniera dettagliata, il comportamento delle cellule staminali dopo il trapianto.

Il mezzo di contrasto penetra attraverso la membrana cellulare, innescando all'interno del protoplasma reazioni chimiche che sequestrano il colorante, impedendone l’estromissione, come avveniva con metodiche precedenti. 

È possibile, in questo modo, rintracciare le cellule staminali iniettate, senza ricorrere alla biopsia. Il mezzo di contrasto a base di manganese ha una lunga durata, per cui si può eseguire un monitoraggio prolungato delle colonie cellulari trapiantate.

Questa colorazione stabile del protoplasma ha permesso di verificare, in laboratorio, la trasformazione delle cellule staminali embrionali in cellule miocardiche, visualizzandone l’attività contrattile mediante risonanza magnetica.Il “tatuaggio” delle staminali è in attesa di essere verificato da test tossicologici, che ne garantiscano l’innocuità per i trattamenti terapeutici sull’organismo umano.

http://www.ibbme.utoronto.ca/research/themes/nanotechnology-molecular-imaging-systems-biology/